Caricatore di nastri DAT automatico

Ecco un’altra simpatica realizzazione a costo veramente minimo, ma utile per tutti quelli che non hanno voglia di cambiare i nastri di backup tutte le notti (CHI HA DETTO “QUALI BACKUP?” SMETTA DI LEGGERE!!!)
Questo, rispetto alla mia CNC, è però un po’ meno “art attack” e un po’ più studiato a tavolino: lo dimostra l’esistenza di un progetto (seppur di massima) realizzato col comodissimo Google SketchUp (e fatto PRIMA della realizzazione e non postumo, come mio solito).
I materiali relativi alla meccanica sono comunque tutti o recuperati o acquistati nel solito brico sotto casa. Chiaramente la parte elettronica e i motori vanno acquistati, se non li avete già per casa (come nel mio caso).

Progetto

conceptEcco lo schema di massima. Se avete installato Google SketchUp (che ora non è più di Google, ma questo è un dettaglio irrilevante) potete scaricare il file sketchUp del progetto cliccando QUA.

Il principio di funzionamento sarà semplice e totalmente automatico: niente driver nel computer, ma semplicemente una serie di sensori ottici che rilevano l’espulsione della cassetta da parte del drive; a quel punto il carrello prende la cassetta, la sfila, la appoggia in testa ad una pila di cassette contenute dentro un castello, dopo di che sfila dalla pila in questione l’ultima cassetta e la inserisce nel drive.
Di conseguenza, il robot è in grado di gestire in completa autonomia un ciclo di backup con un numero a piacere di nastri, fatto con qualunque software purchè sia in grado di espellere il nastro dal drive alla fine delle operazioni.

Carrello – Materiali

Questi sono i pezzi necessari per la costruzione del carrello principale, che poi è la parte che si muove verticalmente alzando e abbassando la pinza acchiappa-nastro (nel progetto è la parte di colore grigio).
Sono tutti pezzi di alluminio regolarmente reperibili in qualunque brico o ferramenta.

Ho scelto l’alluminio perchè è robusto e leggero e si lascia forare e tagliare molto più facilmente di altri materiali.

Carrello – Assemblaggio

Per l’assemblaggio ho usato in gran parte rivetti da 3mm, qualora non fosse possibile, ho usato viti da 3 con relativi dadi, o barre filettate, sempre da 3.

Nelle foto qui sotto si vede la sequenza di assemblaggio del telaio esterno del carrello.

Occorre prestare attenzione al parallelismo e allo svergolamento delle guide per la slitta (quelle evidenziate nella terza fotografia) dato che al loro interno dovrà poi scorrere il carrello con le pinze acchiappa-cassetta.

Carrello – Tape grabber (Acchiappa-cassetta)

Questa è la parte del carrello che scorrerà avanti e indietro per infilare e sfilare la cassetta nel drive e nei vari slot disponibili nel contenitore dei nastri.

Come si vede nelle prime due foto, la slitta scorre semplicemente all’interno delle guide costruite precedentemente. Le tolleranze sono abbastanza grandi da perdonare anche piccoli errori di costruzione, ma nel dubbio basta fare i fori un po’ più grandi, in modo da poter modificare leggermente l’allineamento delle guide inferiori (seconda foto) prima di stringere i dadi.
Una goccina di lubrificante a montaggio finito aiuterà l’insieme a scorrere bene.

I motori utilizzati per muovere la slitta e per chiudere le pinze sono due normalissimi servi da modellismo. Si possono scegliere tranquillamente i più economici che trovate. Io ho usato due S3003 della Futaba, che avevo già per casa.

Le “ganasce” delle pinze sono dei pezzi di plastica di recupero che avevo tra le frattaglie in laboratorio. Qualunque spezzone di piastica sufficientemente elastica andrà bene.

… e prima che me lo facciate notare: si. I leveraggi per il movimento avanti/indietro della slitta sono fatti con dei pezzi di vetronite ricavati da vecche basette per circuiti stampati. (se non riciclo il più possibile in ogni progetto che faccio non sono contento :-)

Carrello – Vista complessiva

In questa serie di foto si vede il carrello completamente assemblato. Le rotelle montate ai lati del carrello, faranno da cuscinetti per il movimento verticale, incastrandosi dentro due rotaie fatte con un profilato di alluminio ad U di dimensioni adeguate. Io avevo quelle rotelle in giro per casa (erano del meccanismo di scorrimento di una tenda) e mi sono procurato un profilato adatto alle rotelle.

Telaio esterno

Questa è una vista di come è stato realizzato il telaio esterno di supporto, che in parte fa anche da case. E’ un semplice frame di truciolare nobilitato, sui cui ho praticato i fori per il passaggio delle rotaie. I fori sul pannello superiore sono passanti, in modo da poter infilare e sfilare le rotaie, mentre i fori sulla base sono ciechi.

Sollevatore

Il movimento di sollevamento del carrello viene trasmesso tramite una barra filettata da 8 montata su cuscinetti a sfera da 25mm incassati nei pannelli superiore e inferiore del telaio esterno.

Due dadi sono stati fissati con adesivo adatto a due corti spezzoni di angolare in alluminio. Queste “staffe” a loro volta sono state rigidamente avvitate al carrello permettendone il suo sollevamento.

Il motore è un normalissimo motore DC a 12 Volts recuperato da una stampante laser, ed è accoppiato alla barra filettata tramite una cinghia dentata.

Castello porta nastri

Come descritto prima, il castello contiene di fatto una pila di nastri. A questo scopo è riservato il vano superiore (il più capiente).
Gli altri due vani li ho previsti a mo’ di slot supplementari in caso ci fosse la necessità di aggiungere o scartare un nastro o di cambiare ordine ai nastri nella pila principale.

Un piano in cima al castello supporta il tape drive, tenuto in posizione da 4 piccole staffe angolari.

Test meccanica

Arrivati a questo punto, può già essere fatto un test preliminare per accertare l’adeguatezza della meccanica. Ho fatto il test “pilotando” a mano i motori, utilizzando un normale invertitore per pilotare il motore di sollevamento nelle due direzioni, e una radio da modellismo per controllare i due servi. Purtroppo la radio che ho usato non gestiva la corsa completa dei servi, quindi alcuni movimenti li ho fatti in più passaggi. Nessun robot cambia nastri è completo senza una videocamera sulla testa :-) così per l’occasione ho piazzato una microtelecamera sul carrello, in modo da avere la vista in prima persona, e ho realizzato tre brevi video:

Ora dovrebbe esserci il resto della descrizione, ma per vicissitudini varie, non ho mai avuto occasione di portare a termine il progetto… a volte succede… :(

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