LightPlayer

2014-01-08 20.27.14Un sequencer luci a 16 canali con trigger audio fatto per una installazione fatta da Marc Vincent Kalinka presso la Pinacoteca Brera.

Il sequencer è composto da due parti. La prima è il firmware per il CANXTRA. Il CANXTRA è (era) una scheda di sviluppo della GHI Electronics, basata sull’Embedded Master Module. L’Embedded Master Module è una scheda integrata che implementa il DotNet Micro Framework (NETMF) di Microsoft e permette quindi di eseguire direttamente compilati .NET. Il vantaggio di schede del genere è quello di avere una gestione di periferiche ad alto livello estremamente semplificata (USB host, USB client, SDHC con file system, TCP/IP, display TFT e OLED con grafica) controbilanciata però da una velocità di esecuzione non molto elevata, problema che nel caso in questione non era rilevante, permettendo comunque una sincronizzazione temporale delle sequenze precisa al centesimo di secondo.

La seconda parte è l’elettronica di contorno, composta da una sezione di alimentazione per alimentare il CANXTRA, da due banchi da 8 canali a TRIAC per pilotare le lampade, e da un buffer necessario per il trigger audio.

Approfittando delle caratteristiche del NETMF, la configurazione avviene tramite un banalissimo documento di testo in cui ci sono i timecode e le operazioni da fare sui canali. Basta salvare il file su una pendrive USB, infilarla nella porta del CANXTRA, attendere che il sistema riconosca la chiave e legga il file,  togliere la chiavetta, e il gioco è fatto.

8×8 Audio/Video Switch

Frontalino assemblato con tutti i componenti.

Un completo commutatore audio/video a matrice 8 ingressi 8 uscite basato sul noto integrato Maxim MAX456 , con tanto di porta seriale per il controllo remoto, oltre al pannello frontale.

Qui c’è la pagina di dettaglio relativa a questo progetto.

 

Ripetitore Infrarosso

irrepE’ un piccolo circuito per ritrasmettere il segnale dei telecomandi infrarossi da una stanza all’altra.

Niente di complicato… nessun micro, nessun firmware. Solo un caro vecchio 555, un decoder infrarosso TMS5330 (ma qualunque decoder integrato può andar bene), un lungo cavo e un led infrarosso. Tutto qui.

Ho usato tre di questi circuiti e adesso posso usare praticamente i telecomandi in qualunque stanza.

Il trimmer sul circuito cambia la frequenza portante del segnale trasmesso. Dovrebbe essere teoricamente 38 Khz, ma i miei apparecchi digeriscono più volentieri una frequenza di 42-43 Khz. Lo schema è qua sotto.

irrep_sch

La parte indicata con “wire” è dove, nel mondo reale, ci sarà il cavo con il led IR all’estremità.

Alimentatore per ferromodelli a due canali

trainpsHo costruito questo circuito per un amico. E’ semplicemente uno stabilizzatore a tensione variabile con due uscite indipendenti, regolabili da 0 a 12 Volts, e fino ad un Ampere per ogni canale. Ogni uscita ha uno switch per controllare la polarità e un potenziometro per controllare la tensione di uscita. Una coppia di trimmer sul circuito regola la tensione di uscita massima del circuito.

Una cosa carina del circuito è che usa un amplificatore operazionale di potenza L272M in configurazione a ponte per invertire la polarità dell’uscita, in modo che sia sufficiente un interruttore ad una via per selezionare la direzione del treno (data la struttura del pannello di controllo era impossibile usare un due vie)

Lampeggiatore multicanale 12V

Un PIC, 12 transistors NPN e qualche componente passivo costituiscono questo lampeggiatore a 12 canali indipendenti con sequenze e lampeggi pseudocasuali. Il circuito è servito per “animare” le varie luci di un grosso plastico ferroviario (lampeggiatori su ambulanze, luci interne, illuminazione esterna, ecc ecc…

Una cosa carina da vedere era il “check panel” sul circuito, formato da 12 miniled colorati che mostrano gli stati delle uscite.

Non ho purtroppo fatto la fotografia, ma un giorno o l’altro andrò dal proprietario del plastico per smontaglielo :-)

R/C Speed Controller

rcspeedQuesto è un aggeggio molto carino che uso sulla mia macchina radiocomandata Tamiya (e ne ho anche venduto qualcuno).

Il suo scopo è quello di interpretare i segnali provenienti dalla radio, e pilotare di consequenza il motore della macchina. I finali di potenza hexfet reggono tranquillamente più di 40 Amperes senza praticamente nessuna dissipazione termica. Ma la cosa che mi è venuta meglio è la gestione dello stick dell’acceleratore:
Una piccola zona attorno alla posizione centrale dello stick è definita come “dead zone”, ovvero il motore è libero di girare. Muovendo lo stick in avanti, ovviamente, si controlla la velocità del movimento in avanti. Muovendo lo stick all’indietro, fino a metà corsa circa, si ottiene la frenata attiva: il motore viene cortocircuitato e di conseguenza oppone molta più resistenza alla rotazione. Oltre la metà corsa, si ottiene un movimento all’indietro con velocità proporzionale alla posizione.

Il controller può essere configurato molto facilmente per qualunque radio, basta accendere la macchinina tenendo premuto il pulsante sul circuito, attendere il “beep” (nessun altoparlantino, ho usato il motore come altoparlante :) ) dopodichè si porta lo stick tutto in avanti e si preme il pulsante, poi si porta lo stick tutto indietro e si preme nuovamente il pulsante. Finito. La configurazione viene scritta su una eeprom interna, e viene perciò conservata anche a batterie scollegate.

Se poi si usano le macchine in casa, oppure si sta imparando a guidare una macchina radiocomandata, si può attivare il “dummy mode”: premendo il pulsante a macchina accesa, il controller riduce la velocità massima a circa un quarto di quella normale, pur mantenendo tutte le funzioni proporzionali, e la frenata attiva.

(Naturalmente hobbyking e i suoi ESC da 10 dollari erano molto molto lontani… all’epoca non esistevano circuiti del genere a prezzo ragionevole)

Display dimostrativo a LED

leddispQuesto è stato, molti molti anni fa, il mio primo “vero” progetto (nel senso che qualcuno me lo ha chiesto e mi ha pure pagato!)

E’ un display a matrice con 16×16 LEDad alta luminosità, con pilotaggio diretto senza multiplexing, e un minimo di logica a bordo per permettere ad un PC di pilotarlo attraverso la porta parallela. La luminosità era incredibile (come la corrente assorbita) e con solo 16 dei 256 LED accesi, era impossibile guardare direttamente il display a meno di due metri.

Ho poi costruito un controller stand-alone, con una sequenza di immagini e animazioni memorizzate su EPROM. La ditta per cui l’ho realizzato ha poi messo tutto in un box di alluminio costruito apposta, per usarlo come campione dimostrativo. Mi è spiaciuto molto non tenerlo. Ho però conservato un prototipo 8×8 (tutto “filato” a mano) della prima versione, che è quello in fotografia.