LCARS PANEL Part 2: electronics

This will be one of the last pages to be translated… sorry but I have to complete the migration before. Meanwhile, I’ll leave here the italian page and the pictures… thank you for your patience and understanding…

Quello che avevo utilizzato è un QT110H. Ocio che la “H” è importante. Il QT110 e basta reagisce al tocco portando l’uscita a livello BASSO mentre il QT110H reagisce portandola a livello ALTO. In realtà per alcune applicazioni potrebbe andar bene il comportamento del QT110, ma visto che poi ci metteremo un buffer di mezzo per evitare spiacevoli inconvenienti, ci fa piacere che l’integrato alzi l’uscita per indicare l’attivazione. (vabbè se proprio trovate l’altra versione, pazienza, ci si arrangia)

Quando il QT110H è andato fuori produzione c’era il QT118H, totalmente equivalente. Ora come ora non ho idea di quali siano gli equivalenti, mi riservo di verificare appena ho un attimo.

Inoltre, vi servirà la versione DIP, cioè l’integrato di forma “standard” con i piedini “normali” e tutto il resto. Se però trovate il modo di ottenere dei campioni dalla qprox (o sbagliate a fare l’ordine :-) ) , questi saranno pressochè certamente in formato SMD, cioè come quelli in figura. Il che non è un male, perchè occupano molto meno spazio, ma proprio per questo, molto più complicati da lavorare, se non avete la mano di un chirurgo e un saldatore molto sottile. Vedete voi … chi ha un integrato DIP può saltare tutta la prima parte ed arrivare direttamente ai collegamenti, tanto la piedinatura è uguale. Gli altri, se non sanno come fare, leggano :-)

(Ah… nel corso del tempo, QPROX è stata comprata da ATMEL e quindi i riferimenti e i loro prodotti li trovate nell’apposita sezione del sito ATMEL.)

smd

Procuratevi anche un pezzo di basetta millefori delle dimensioni circa uguali a quella dell’area visibile del pannello.

basetta

Sdremellate (tradotto per i non-modder, asportate usando una fresetta o in mancanza di meglio, una lima o un semplice cutter) una sezione di 3 x 2 piazzole, circa al centro della basetta.

buco

Posizionate l’integrato al centro dell’area fresata in questo modo.

Posizione chip
Usando dei brevissimi spezzoni di filo di rame (il normale doppino telefonico va benissimo) saldate i piedini alle piazzole come in figura.
ragno
Chi ha un integrato DIP può cominciare di qua.
La piedinatura dell’integrato è questa, e qui c’è anche il circuito che vogliamo realizzare. Come vedete è molto semplice. CS è un condensatore da 10nF, Rs è una resistenza da 470 kOhm e Re non viene usata nel nostro caso. Cx, beh … lasciatelo perdere che facciamo prima. Quel condensatore è il vostro dito. :-)
schema2
Alla fine arriverete a qualcosa del genere.
quasiok
Adesso attaccate i cavi per l’alimentazione (il rosso sono i +5V e il blu la massa) e il cavo per il segnale di uscita.
fine
A questo punto, un passaggio FONDAMENTALE è quello di togliere i residui della saldatura dalla basetta. I circuiti di questo tipo sopportano veramente male i resti del disossidante contenuto nello stagno, quindi prendere un vecchio spazzolino da denti, imbevetelo di trielina o di acetone (NON QUELLO PROFUMATO CHE SI USA PER TOGLIERE LO SMALTO!!!! ACETONE PURO!!!!!) e spazzolate vigorosamente tutte le saldature fino a quando ogni traccia di schifezza non è scomparsa. Eventualmente ripetere due o tre volte. Non vi preoccupate se si cancellano le scritte dal condensatore o le bande colorate dalla resistenza… tanto non servono! :-)Un secondo passaggio FONDAMENTALE è quello di controllare i valori delle resistenze. Vero, robybassista? 470K non sono 470ohm ;-)A questo punto, possiamo passare alla fase di test. Collegate tra il filo bianco e quello blu, un led in serie ad una resistenza da 1kOhm. Il positivo del led va sul filo bianco. Collegate temporaneamente al piedino 7 un corto spezzone di filo, collegato ad una superficie metallica, o, se non avete voglia, non importa: il condensatore stesso diventa sensibile al tocco. Alimentate il circuito (+5V sul rosso, massa sul blu), contate 10 secondi (il tempo necessario all’autocalibrazione) e poi provate a toccare il condensatore o l’eventuale sensore che avete scelto: quel che dovrebbe succedere, lo vedete nel video qua sotto. Io sto usando come sensore direttamente la cornicetta di alluminio che sta sotto il vetro del telaio da diapositiva, e come vedete, funziona egregiamente bene :-)))))

http://youtu.be/OBqjW5pWqBc Vai alla prossima parte del tutorial: L’illuminazione e un possibile assemblaggio.

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