Mini impianto luci autonomo per teatro

S: “Dovremmo trovare un modo per illuminare il teatrino, senza dar fuoco alle tende, che possiamo portarci in giro, e magari anche accendere e spegnere da dietro le quinte del teatrino”

Axe: “Meh questo weekend potrei accrocchiare qualcosa…”

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…ecco fatto: 4 faretti per il palco, a Led, a gruppi di due, barre di led per il pubblico, led singoli per illuminare le nicchie dietro le quinte, telecomando per accendere e spegnere da dentro, tutto riposto in una valigetta comoda da trasportare. Il tutto fatto con pannelli di parquet avanzati, frattaglie Ikea, rimasugli dell’impianto elettrico di casa, e batterie da UPS.

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I faretti sono dotati di aggancio magnetico per poter essere fissati alle barre metalliche che compongono la struttura, così come i led singoli, in modo da poter essere fissati sulla stoffa che compone il fondo del palco. Ho anche previsto il collegamento di un inverter da auto per poter alimentare anche il lettore audio e le casse, in modo da rendere lo spettacolo totalmente autonomo dal punto di vista dell’alimentazione elettrica.

2013-06-19 20.11.03Il teatrino in questione è stato utilizzato (e lo sarà ancora, visto che ci saranno altre date a breve) per lo spettacolo “Burattinesque” di Manuela Tamietti.

Due cose sono da dire: la prima è che McGyver è un dilettante ;) e la seconda è che il fatto che l’aspetto del tutto ricordi vagamente un ordigno esplosivo non è puramente casuale… spero non debbano mai fare lo spettacolo all’estero e andarci in aereo… ;)

Ecco il video promozionale dello spettacolo:

http://www.youtube.com/watch?v=pZLJQiL0srw

Mini albero di natale

alberofullAvete dei gatti in casa? Se si, sapete benissimo quanto sia difficile, per non dire impossibile, fare un albero di natale con la supervisione degli amici felini. E quindi, ecco il mio mini albero di natale micio-compatibile!

I dettagli sono qua.

Pulsanti LCARS

finaleUna guida passo passo per creare dei pulsanti con l’aspetto (e il comportamento :-) ) dei pannelli dei computer di Star Trek TNG: LCARS, appunto.

Ripetitore Infrarosso

irrepE’ un piccolo circuito per ritrasmettere il segnale dei telecomandi infrarossi da una stanza all’altra.

Niente di complicato… nessun micro, nessun firmware. Solo un caro vecchio 555, un decoder infrarosso TMS5330 (ma qualunque decoder integrato può andar bene), un lungo cavo e un led infrarosso. Tutto qui.

Ho usato tre di questi circuiti e adesso posso usare praticamente i telecomandi in qualunque stanza.

Il trimmer sul circuito cambia la frequenza portante del segnale trasmesso. Dovrebbe essere teoricamente 38 Khz, ma i miei apparecchi digeriscono più volentieri una frequenza di 42-43 Khz. Lo schema è qua sotto.

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La parte indicata con “wire” è dove, nel mondo reale, ci sarà il cavo con il led IR all’estremità.

Lampeggiatore multicanale 12V

Un PIC, 12 transistors NPN e qualche componente passivo costituiscono questo lampeggiatore a 12 canali indipendenti con sequenze e lampeggi pseudocasuali. Il circuito è servito per “animare” le varie luci di un grosso plastico ferroviario (lampeggiatori su ambulanze, luci interne, illuminazione esterna, ecc ecc…

Una cosa carina da vedere era il “check panel” sul circuito, formato da 12 miniled colorati che mostrano gli stati delle uscite.

Non ho purtroppo fatto la fotografia, ma un giorno o l’altro andrò dal proprietario del plastico per smontaglielo :-)

Display dimostrativo a LED

leddispQuesto è stato, molti molti anni fa, il mio primo “vero” progetto (nel senso che qualcuno me lo ha chiesto e mi ha pure pagato!)

E’ un display a matrice con 16×16 LEDad alta luminosità, con pilotaggio diretto senza multiplexing, e un minimo di logica a bordo per permettere ad un PC di pilotarlo attraverso la porta parallela. La luminosità era incredibile (come la corrente assorbita) e con solo 16 dei 256 LED accesi, era impossibile guardare direttamente il display a meno di due metri.

Ho poi costruito un controller stand-alone, con una sequenza di immagini e animazioni memorizzate su EPROM. La ditta per cui l’ho realizzato ha poi messo tutto in un box di alluminio costruito apposta, per usarlo come campione dimostrativo. Mi è spiaciuto molto non tenerlo. Ho però conservato un prototipo 8×8 (tutto “filato” a mano) della prima versione, che è quello in fotografia.